Corso perfezionamento roccia AR2 2019

7 10 2019

DRIIIIN! E’ la sveglia che suona.

Sono le 4:55 di sabato mattina 7 Settembre 2019. Un giorno come tanti altri, la gente si sveglia per andare al lavoro, per portare i figli a scuola o per sbrigare le faccende domestiche. I più fortunati sono ancora a letto ma c’è anche chi, in quel giorno, istruttore o allievo che sia, inizia un nuovo corso di arrampicata.

 

Colazione, lavarsi e vestirsi: gesti comuni ripetuti da milioni di persone, migliaia di volte. Ma in pochi, in 11 esattamente, quel giorno si ritroveranno e si dirigeranno verso Ovest, verso la Francia (ouì), verso le pareti di Briancon e in particolare di Ailefroide.

e una delle due interessanti vie dai nomi quasi impronunciabili (o forse solo per me che in francece riesco a malapena ad ordinare una baguette) ma che tradotti si riveleranno alquanto “inquietanti”…

Le vie sono: “Oh! desespoir!” al settore “Orage d’Etoiles” e “J’irai percer sur vos tombes” al “Palavar”!

 

Il giorno successivo, abbandonati i nostri sogni d’alta quota a causa del meteo instabile, ci dirigeremo verso l’assolata e verticale parete di Ponteil per l’usuale lotta con l’alpe.

Qui affronteremo un paio di vie per cordata, tra cui la classica “La Martine”, la tosta “Ricolet” e le belle “Le nid d’aigle” e “Les diables”.

Gli allievi affronteranno di petto queste salite, senza timore, senza tirarsi indietro di fronte ad una seconda salita, senza paura delle quattro gocce d’acqua che ci hanno assalito sugli ultimi tiri, per crescere, imparare e diventare dei piccoli o delle piccole Messner 🙂

Sono passati sette giorni e tutti si presentano puntuali al nuovo appuntamento. Questa volta le macchine si dirigono in direzione opposta al passato weekend: Est! Ed è il caso di dirlo, è proprio un “Far East”! La destinazione sono le Dolomiti e in particolare la zona del Sella.

Il primo giorno scaleremo sul Ciavazes, dove affronteraremo la mitica “Buhl” o la “Piccola Micheluzzi”.

Il giorno successivo invece ci dirigeremo verso le torri del Sella per affrontare chi la bellissima “Vinatzer-Peristi” sulla terza torre, chi la “Trenker” sulla prima e chi, come me, sulla entusiasmante e consigliatissima “Delenda Carthago”, sempre sulla prima torre. Continueremo le nostre cavalcate sulle “Kostner” o “Gluck” che ci porteranno in cima alla seconda torre, dalla quale godremo di un panorama mozzafiato a 360° e senza una nuvola in cielo. A fare da cornice ad un fantastico weekend, un’ottima birra (offerta dal direttore della scuola ovviamente).

L’ultima uscita del corso ci vedrà protagonisti sulle pareti di Arco di Trento. Ma, la settimana che la precede, vedrà gli istruttori lanciare proposte indecenti e allievi compulsare su internet per studiare difficoltà, lunghezze e impegno globale delle vie.

Giunti ad Arco, tre cordate si dirigeranno a razzo verso la mitica via del “Missile” al Monte Casale; mentre altre due cordate verso la parete dei due laghi nella bucolica cittadina di Santa Massenza per il “Gran Diedro”.

Ma la SAAB non si limita al solo alpinismo e la sera, in un fuori corso, si terrà una specie di ballo, un “harlem shake party” misto a movenze twerk con sottofondo di musica hardcore, di cui solo Dio e Sasha conoscono il nome. Tralasciata la goliardia (si fà per dire), ci dirigeremo in centro per un rapido giro di negozi e uno Spritz prima di cena, visto che il “grado” non ce lo facciamo mai mancare.

Domenica, al San Paolo, “Orfeo”, “Concordia” e “Aphrodite” saranne le bellissime vie che ci vedranno tutti protagonisti in quest’ultima giornata.

 

Un corso pieno e intenso che, oltre alle lezioni pratiche, è stato completato, come sempre, da una serie di lezioni teoriche serali infrasettimanali.

Un corso vario, che ci ha visto arrampicare su diverse tipologie di terreno: granito, dolomia, calcare. Su diverse conformazioni rocciose: placche, strapiombi, muri verticali. Su diverse tipologie di vie: sportive, alpinistiche, classiche e moderne. E in differenti contesti.

Un grazie a tutti gli allievi, agli istruttori presenti (e anche a quelli non presenti ma che avrebbero voluto partecipare) e alla scuola “Alta Brianza” che ha reso possibile, ancora una volta, questo corso avanzato

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